
Concimaia, letamaio, spostandoci verso la Maremma, troviamo il lemma “sugaia”. Oggidì, con l’evoluzione del pensiero, con l’affinamento del linguaggio e con l’olfatto molto più sviluppato, si potrebbe chiamare compostiera ma ciascuno di noi sa che le differenze ci sono.
La compostiera è infatti solitamente un bidone un po’ modificato. Non ci sono opere murarie. Invece in epoche ancora piuttosto vicine a noi, venivano innalzati bassi muretti (1 metro circa) in campagna per contenere le deiezioni animali provenienti dalla stalla. L’apertura di questo muretto aveva la duplice funzione di facilitare l’accesso alla concimaia, per deposito e prelievo, e di canale di deflusso per le acque piovane ed il cosiddetto “sugo” da cui il termine “sugaia”.
Perché questa prosaica introduzione? Beh, questo comune c’aveva abituato a molte cosucce particolari ma è la prima volta che dei resti di concimaia vengono convertiti automaticamente in residenza a parità di metri quadri, ammesso e non concesso che di metri quadri si possa parlare.
A Rimigliano infatti, pur di tentare di giustificare i 17.000 mq di superfici esistenti dichiarati, si è classificato come edificio esistente persino un muretto che pare aver avuto la funzione di concimaia, foto 7. Trattasi di una struttura di forma rotondeggiante costituita da unico muro di cinta alto metri UNO, che si interrompe formando l’apertura per il sugo.
Premesso che l’Amministrazione comunque non riesce a giustificare 17.000 mq ma si ferma a 16.600 e che i 26 mq di concimaia sono un piccolo, piccolissimo esempio tra quelli che saltano agli occhi, ci chiediamo se non sia considerabile a questo punto edificio esistente, qualsiasi recinto che esista sul nostro territorio.
Sarebbe altresì gradita, da parte del Comune, la pubblicazione dei certificati di conformità urbanistica di un simile manufatto. C’è un permesso di costruire? Con quale destinazione d’uso? Una delle ipotesi per un gesto così avventato, è quella di una feroce satira di costume sui futuri inquilini della concimaia. Allora non si può che proporre che, qualora questi “manufatti” vengano considerati “edifici esistenti”, rimangano, almeno in parte, legati alla loro storia. Se qualcuno userà quei 26 mq per civile abitazione, tutta San Vincenzo dovrà avere il sacrosanto diritto di portarci deiezioni animali.
Questa è solo la prima puntata, 26 mq sono un’inezia ma l’episodio è parecchio significativo, prossimamente pubblicherò qualche esempio più “sostanzioso”. Nel frattempo chiunque abbia una compostiera in giardino sappia che, essendo chiusa, sicuramente costituisce volume e può essere utile, assieme all'annaffiatoio, a quello scaldabagno rotto che avete messo lì e non avete ancora portato all'isola ecologica, al gatto e alla gabbia del canarino, per costruire un bel miniappartamento.
PORCI CON LE ALI...o porci poco leali?
RispondiEliminal'Apostata