domenica 18 settembre 2011

De rerum Fota

SAN VINCENZO IL PD DIFENDE L’OPERATO DEL SINDACO MICHELE BIAGI E CRITICA L’OPPOSIZIONE
Paolo Foti: «Siamo allibiti, soltanto accuse demagogiche»

Questo il titolo ripreso da La Nazione dell’intervento del PD sanvincenzino sulla questione dei fondi affittati da Asa e Asiu. L’analisi del testo che segue necessità di una premessa. So bene che di fronte all’intervento dell’ex due volte candidato sindaco per Forza Italia che si esprime sull’etica politica, l’unica replica possibile sarebbe un laconico: “Foti chi?”.
Siccome oggi è domenica e sono in vena, mi dilungo.

«IN MERITO alla conferenza stampa del Forum di San Vincenzo, relativa agli affitti degli immobili all’Asa e Asiu, che dire? Allibiti è dir poco— dice il Pd con Paolo Foti — nel rendersi conto di quanto il Forum sia caduto in basso.

Si propone al Comune di offrire un ufficio a due società che risparmierebbero così parecchi soldi che si ripercuotono sulle bollette (Asiu) o tornerebbero ad offrire un servizio essenziale al cittadini (nel caso dell’Asa che ha chiuso lo sportello e costringe i sanvincenzini ad andare a Venturina per parlare con qualcuno). Si scopre, nel leggere i contratti che i fondi in questione sono del Sindaco e della zia. Che caduta di stile il Forum, eh? Che schifo demagogico, eh?

Pensare che si sia trattato di una caduta di stile così marcata, è un eufemismo. Ma cosa c’era da attendersi da una formazione “politica” che ha fatto della demagogia, anticamera del populismo, il suo metodo di lotta politica? Ma questa loro caratteristica, i cittadini, persone molto attente e che sanno ben valutare, l’hanno già capita, penalizzandoli nelle tornate elettorali».

Benissimo, giusto, il Foti ultimamente ha vinto tutte le elezioni, lo sappiamo. Ha vinto quelle del ’94 quando il suo Cavaliere giunse al governo, non ha proprio perso quelle del ’96 perché se la lega fosse rimasta nel campo di centrodestra … Ha poi vinto quelle del 2001 ancora dalla parte di Silvio, infine ha vinto quelle del 2006 quando era un autorevole rappresentante della Margherita. Unico incidente quelle del 2008, ma non si può vincere sempre. In compenso può consolarsi con le Regionali del 2010 alle quali sosteneva Rossi e con le Amministrative Comune e Provincia del 2009 dove stava con il PD. Un vero vincitore, un purosangue. Il Forum ha perso, due volte. Ora al Foti il compito di dimostrare le radiose conseguenze di tutte le sue vittorie.

»IL TENTATIVO di screditare la figura del sindaco — dice ancora Foti — accusando la sua famiglia di aver affittato all’Asa un fondo (pervenutole in eredità), quando egli non occupava ancora l’attuale carica, ci sembra una rappresentazione meschina della realtà.

Dopo righe e righe di ciance inutili, finalmente il PD viene alla sostanza. Tre misere righe che però spiegano … niente. Anzi, rimane da indagare come mai si sia voluto sottolineare il come Biagi sia entrato in possesso dell’ufficio locato all’Asa quando non era Sindaco ma era Capogruppo di Maggioranza, e rimasto in uso all’Asa quando Biagi era Assessore ai Lavori Pubblici e dal 2004 al 2007 quando era Sindaco. Cosa interessa a tutti noi se il fondo è pervenuto in eredità o se è stato acquistato? Perché poi riportare alla luce i contratti di affitto sarebbe “una rappresentazione meschina della realtà.” La sintassi non è eccelsa: il periodo “il tentativo di screditare … ci sembra una rappresentazione meschina della realtà” non vuol dire niente, e questo alimenta alcuni dubbi sul significato recondito della prosa Fotiana. Alcuni critici potrebbero avanzare l’ipotesi di un’attitudine poetica alla Rimbaud o alla Baudelaire del nostro artista che darebbe maggiore importanza all’impatto emotivo che alcune parole suscitano nel lettore piuttosto che al senso di quello che scrive. Nell’apprezzare tale poetica, preghiamo l’artista di riservarla per i suoi immortali versi che non vediamo l’ora di leggere. Quando ci si dedica alla politica, si usino riferimenti letterari differenti, meno affascinanti magari ma un po’ più intellegibili anche per noi mortali.

Che poi si voglia accostare alla figura del sindaco, l’affitto di un fondo all’Asiu, di proprietà della zia, ci appare decisamente grottesco.

Questione importante. Nel riferire lo stato d’animo del PD dinnanzi alle rivelazioni del Forum, Foti dimentica di raccontarci il perché. Perché vi sembra una rappresentazione meschina della realtà? Perché vi appare decisamente grottesco? Peccato questi pregiatissimi scritti siano rimasti incompleti. Attendiamo l’opera omnia.

Tutto questo ci ricorda, sinistramente una sbiadita fotocopia del metodo Boffo, perché una cosa sono le critiche, ben altra cosa sono gli attacchi alla sfera personale.

Leggere Foti adoperare l’avverbio “sinistramente” porta i più all’orgasmo. Foti lo sa e in questo passaggio della sua opera ci dona un momento di svago. Dopo aver dato il tempo al lettore di ricomporsi arriva la fotocopia del metodo Boffo e la solfa degli attacchi alla sfera personale e stavolta, l’autore ci vuole male. I più sono colti da narcolessia. Chiunque infatti capisce bene come un attacco personale sia: a Pinco pallino gli puzzano gli alluci oppure, la moglie di Sempronio e il marito di Genoveffa c’hanno l’amante … Sollevare l’inopportunità politica per un Sindaco e parenti stretti di affittare fondi a due società partecipate dal Comune pare un po’ lontano dalla definizione “attacchi alla sfera personale”.

Cosa ben diversa e apprezzabile, sarebbe se, ancorché da un ruolo di opposizione, il Forum fornisse davvero delle proposte nell’interesse del paese, vicine ai bisogni della gente, senza perder tempo in disinvolti attacchi personali, che sviliscono l’etica e l’operatività politica. Anche in questa occasione il Forum si distingue per il niente».

È risaputo che il finale deve stupire. Foti non è estraneo a questa regola e sa come stupire il lettore. Si comincia con l’invitare il Forum a proporre qualcosa per il bene del paese e per rispondere ai bisogni della gente. Proporre, ad esempio che il Comune conceda gratuitamente un Ufficio per lo sportello utenze, non è una proposta per Foti, altrimenti questo richiamo non avrebbe senso. Rimane inevasa pertanto la domanda: “Cosa intende Foti quando scrive proposte?”.
Ma i messaggi criptati dell’autore proseguono. Cosa avrà voluto dire Foti con “l’operatività della politica” la quale sarebbe svilita dagli attacchi personali?
Cosa avrà voluto intendere, parlando di politica, il dirigente del PD Foti con la parola “etica”?
Mentre il Forum si distingue per il niente occorre che qualcuno più bravo di me a fare critiche letterarie ci risolva almeno alcuni quesiti che un simile intervento lascia sul campo.

giovedì 15 settembre 2011

Punto

Dopo cinque mesi di travaglio arriva l'ordinanza di demolizione del cosiddetto "ecomostro" ai Lecci.

http://159.213.113.213:8080/jalbosanvincenzo/AlboPretorio?servizio=dettaglio&idPratica=1687&

Qualunque cittadino che abbia a cuore la legalità e la tutela del territorio non può che essere soddisfatto di un simile esito, eppure ...

Eppure ora comincia la vera battaglia. Nell'ordinanza infatti si dispone la demolizione della struttura ma non si capisce bene cosa il Comune ritenga fosse possibile realizzare e, di conseguenza, quali opere abbiano infranto le regole.

La vicenda è complicata ma schematizzarla non è così difficile.

Lì, dal condono dell'85 in poi c'erano 46.88 mq legali. Nessun successivo atto ne aveva aumentato l'ammontare. Nel 2007, chissà perché, il Comune permette il recupero di 106 mq esistenti, impossibile recuperarne - senza ampliamenti vietati in quell'area - 106 se ne esistevano 46.

La proprietà va oltre e ne realizza circa 160. Allora si deve ritornare a 106 o a 46? Oltre alle conseguenze dirette, ci sono quelle indirette. Se si deve tornare a 106 ha sbagliato solo il privato, se invece occore tornare a 46 - come mi pare evidente visto che non si poteva ampliare la costruzione - la responsabilità è del privato per il secondo abuso e della Giunta per il "salto" da 46 a 106 mq.

In attesa di fare il punto, prima occasione utile martedì 20 ore 17:30 in aula multimediale, prepariamoci alla tenzone. Nonostante le apparenze, è difficile prevedere l'esito della vicenda.

domenica 11 settembre 2011

E anche il sugo fa volume



Concimaia, letamaio, spostandoci verso la Maremma, troviamo il lemma “sugaia”. Oggidì, con l’evoluzione del pensiero, con l’affinamento del linguaggio e con l’olfatto molto più sviluppato, si potrebbe chiamare compostiera ma ciascuno di noi sa che le differenze ci sono.

La compostiera è infatti solitamente un bidone un po’ modificato. Non ci sono opere murarie. Invece in epoche ancora piuttosto vicine a noi, venivano innalzati bassi muretti (1 metro circa) in campagna per contenere le deiezioni animali provenienti dalla stalla. L’apertura di questo muretto aveva la duplice funzione di facilitare l’accesso alla concimaia, per deposito e prelievo, e di canale di deflusso per le acque piovane ed il cosiddetto “sugo” da cui il termine “sugaia”.

Perché questa prosaica introduzione? Beh, questo comune c’aveva abituato a molte cosucce particolari ma è la prima volta che dei resti di concimaia vengono convertiti automaticamente in residenza a parità di metri quadri, ammesso e non concesso che di metri quadri si possa parlare.

A Rimigliano infatti, pur di tentare di giustificare i 17.000 mq di superfici esistenti dichiarati, si è classificato come edificio esistente persino un muretto che pare aver avuto la funzione di concimaia, foto 7. Trattasi di una struttura di forma rotondeggiante costituita da unico muro di cinta alto metri UNO, che si interrompe formando l’apertura per il sugo.

Premesso che l’Amministrazione comunque non riesce a giustificare 17.000 mq ma si ferma a 16.600 e che i 26 mq di concimaia sono un piccolo, piccolissimo esempio tra quelli che saltano agli occhi, ci chiediamo se non sia considerabile a questo punto edificio esistente, qualsiasi recinto che esista sul nostro territorio.

Sarebbe altresì gradita, da parte del Comune, la pubblicazione dei certificati di conformità urbanistica di un simile manufatto. C’è un permesso di costruire? Con quale destinazione d’uso? Una delle ipotesi per un gesto così avventato, è quella di una feroce satira di costume sui futuri inquilini della concimaia. Allora non si può che proporre che, qualora questi “manufatti” vengano considerati “edifici esistenti”, rimangano, almeno in parte, legati alla loro storia. Se qualcuno userà quei 26 mq per civile abitazione, tutta San Vincenzo dovrà avere il sacrosanto diritto di portarci deiezioni animali.

Questa è solo la prima puntata, 26 mq sono un’inezia ma l’episodio è parecchio significativo, prossimamente pubblicherò qualche esempio più “sostanzioso”. Nel frattempo chiunque abbia una compostiera in giardino sappia che, essendo chiusa, sicuramente costituisce volume e può essere utile, assieme all'annaffiatoio, a quello scaldabagno rotto che avete messo lì e non avete ancora portato all'isola ecologica, al gatto e alla gabbia del canarino, per costruire un bel miniappartamento.

giovedì 8 settembre 2011

E l’indomani potremo ancora dire, stavamo meglio ieri, quando stavamo peggio

Succede che qualcuno si accorge che Province, Regioni e Comuni talvolta hanno competente incrociate e ridondanti, senza peraltro che gli Enti più grandi svolgano una funzione di controllo sugli Enti più piccoli. Allora tutti vogliono abolire le province. Si comincia col fare un gran polverone su costi e benefici promettendo miracolosi risparmi col taglio delle Province anche quelle appena create:
Fermo, Monza Brianza, Barletta – Trani – Andria, Ogliastra, Medio Campidano, Olbia Tempio e Carbonia Iglesias. (Spero di non essermi dimenticato niente)

Vediamoli i costi e i benefici cui andiamo incontro. Giustamente non si può pensare di licenziare nessuno del personale amministrativo oggi in forza alle Province. Ci sarebbero tanti disoccupati in più e tanti servizi in meno. Se si tratta di semplificare le competenze in alcune materie snellendo le procedure e eliminando burocrazia, costi, ritardi, sarebbe stata sufficiente una riorganizzazione delle mansioni. Invece pare che il problema stia nelle retribuzioni della rappresentanza politica provinciale che, va detto, vede eccessive retribuzioni per alcune cariche.

Per risolvere questa ingiustizia basta tagliare pesantemente i compensi di assessori provinciali e presidente della provincia (stesso discorso per i parlamentari, per i consiglieri regionali …).

Ecco invece l’esito a cui andiamo incontro. Con gioia di chi si era, pardon, amminchiato su questa storia delle province, adesso rischiamo di veder le competenze trasferite alle regioni, le attuali sedi diventeranno distaccamenti dove lavoreranno lo stesso numero di dipendenti con i medesimi compiti e costi (ad essere ottimisti). Poi vedremo prolificare sui territori i “circondari” o comunque li vogliate chiamare che dovranno coordinare l’azione di cinque/dieci comuni per non creare una voragine tra livello regionale e comuni.

Per ogni provincia ammettiamo una media di 4 circondari e otteniamo il bel risultato di circa 450 circondari sparsi per l’Italia (immaginiamo il risparmio rispetto alle cento Giunte provinciali in meno). La vera, grande differenza riguarderà la rappresentanza. Si è detto molto chiaramente che tali Enti intermedi molto probabilmente non saranno elettivi. Impossibile che non ci sia una guida politica, semplicemente si ripropone il caso – fortemente antidemocratico – di alcuni sindaci che scelgono, loro e non i cittadini, il Presidente di questo nuovo Ente.

Il risparmio non è economico ma democratico. La politica è sorda alla partecipazione diretta lontano dalla campagna elettorale; così sfuma l’unica possibilità che abbiamo per esprimere, con mille condizionamenti e storture, la nostra opinione.
Sarebbe più semplice condividere questo assunto che ripropone la vera, drammatica emergenza del nostro Paese:

Qualsiasi divisione di competenze tra enti è buona se dettata da principi estranei alla corruzione, alla rapina manifesta, alla tangente occulta.

Invece di levare le province e mettere i circondari, leviamo i ladri e mettiamo le persone oneste, non serve neppure cambiare la costituzione e, quello sì, sarebbe un gran bel risparmio.

venerdì 2 settembre 2011

Prodotti tipici - promuoviamoli visto che ci sono


La palamita? Il pescato con cui si svolge la manifestazione proviene dall'Atlantico. Bisogna guardare in faccia alla realtà, nel Mediterraneo c'è rimasto molto poco. Molto poco, ma qualcosa è rimasto ed è un peccato che un grazioso comune come quello di San Vincenzo non promuova questi residui di vita.

Non si tratta di pesci, dunque animali. Anche la posidonia è in difficoltà ma c'è qualcosa che resiste e anzi, viene somministrato alla zitta ai sanvincezini. Stiamo parlando di due importanti forme di vita: l'escherichia coli e gli enterococchi intestinali.

Rispetto alla palamita questi prodotti tipici non hanno pinne e sono meno fotogenici. Al fosso di Botro ai Marmi l'Amministrazione è così gentile da somministrarli a tutti i bagnanti. Ha persino organizzato lì la dog beach per far assaggiare i residui di bottino a cani e padroni.

Potete vedere a questo indirizzo i prelievi fatto a nord del Botro ai Marmi, a sud non sono migliori.

Curiosamente mentre le indicazioni della dogbeach sono gigantesche, non lo sono altrettanto quelle del DIVIETO PERMANENTE DI BALNEAZIONE che le Amministrazioni sanvincenzine non hanno mai risolto. Forse per propinare ai graditi nostri ospiti tanti, tanti, tanti bei batteri fecali.

Proposta, visto soprattutto che l'inventiva del Comitato per la promozione e valorizzazione di San Vincenzo sembra scarsa, proponiamo l'organizzazione della sagra del Tortello fecale: un bel piatto di tortelli imbottiti del refluo del depuratore Guardamare che scarica nel Botro ai Marmi. dopo la cena ballo sciolto e a mezzanotte gara di pete pitturate. Siamo tutti produttori - consumantori, nessuno si scandalizzi.

giovedì 1 settembre 2011

Gira la ruota



Solo cinque anni fa il potente Assessore provinciale Rocco Garufo, Segretario dei DS Federazione Val di Cornia - Elba, poteva permettersi di apostrofare coloro che si opponevano alla costruzione del porto con l'epiteto "quattro sciagattati locali".

Pensino, gli attuali amministratori, al futuro. Al loro, visto che quello altrui non pare essere argomento di rilievo. Il destino è imprevedibile. La ruota gira, talvolta schiaccia.